18-019 combattenti jugoslavi
Combattenti jugoslavi

17. Le insurrezioni

Nella primavera del 1945 falliscono gli ultimi tentativi di accordo fra CLN e organizzazioni comuniste italo-slovene per una gestione comune di Trieste dopo la cacciata dei tedeschi. Di conseguenza sia il CLN che Unità Operaia (italo-slovena) il 30 aprile lanciano due insurrezioni parallele e concorrenziali contro i tedeschi. In molti casi, gli antifascisti delle due parti lottano assieme, ma quando sul campo arrivano le forze regolari jugoslave, i combattenti del Corpo Volontari della Libertà, che fa capo al CLN, vengono disarmati ed alcuni anche arrestati. Dal momento che non si pongono agli ordini dei comandi jugoslavi e si battono per il mantenimento della sovranità italiana, vengono considerati fomentatori di guerra civile.

Testo d’approfondimento

Nella primavera del 1945, nell’imminenza del crollo tedesco, a Trieste si tenta un ultimo accordo fra il CLN e le organizzazioni comuniste italo-slovene. L’accordo però non arriva perché sia il CLN che i comunisti rivendicano la rappresentanza della maggioranza della popolazione e quindi la guida della città dopo la liberazione. Di conseguenza, il 30 aprile sia il CLN che Unità Operaia (un’organizzazione comunista italo-slovena) lanciano due insurrezioni parallele e concorrenziali contro i tedeschi.

Il Corpo Volontari della Libertà, che fa capo al CLN, opera soprattutto nel centro città e riesce ad occupare i principali edifici pubblici. Formazioni di Unità Operaia sono attive soprattutto in periferia, nei quartieri operai e nella zona industriale. Dopo un giorno di combattimenti, i tedeschi rimangono asserragliati in alcune postazioni fortificate mentre la città è in mano agli insorti, che riescono a bloccare anche alcune colonne germaniche in fuga dall’Istria.
In molti casi, gli antifascisti delle due parti lottano assieme e riescono così a salvare le installazioni portuali.
Il 1° maggio però sul campo arrivano le forze regolari jugoslave: a quel punto, i combattenti del Corpo vengono disarmati ed alcuni anche arrestati. Dal momento che non si pongono agli ordini dei comandi jugoslavi e si battono per il mantenimento della sovranità italiana, vengono considerati fomentatori di guerra civile.
Una Resistenza divora l’altra.

Le vie della memoria

L’eccidio di via Imbriani, 1945

Documenti provenienti dall’archivio IRSREC

Documenti provenienti dall’archivio OZE NSK

Lezioni

La Resistenza a Trieste (Raoul Pupo) 

La Resistenza a Trieste (Raoul Pupo) 

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